Vari
Hordak 128
Alberta Ernesta (script) / Ratigher (Francesco D'erminio) (art) / Ratigher (Francesco D'erminio) (colors)
Hordak 128
Alberta Ernesta (script) / Ratigher (Francesco D'erminio) (art) / Ratigher (Francesco D'erminio) (colors)
Ratigher sceglie il campo più fertile per la sua ispirazione: il disturbante, il deviante, la perversione come sfogo ferino di frustrazione sociale. Lo fa con la sua ormai collaudata abilità narrativa e uno stile ormai perfettamente controllato e riconoscibile, rendendo convincente e autentico uno scenario in sé per sé non del tutto inedito.
Bambi Kramer sceglie la via del racconto per antinomia: associa la freddezza di testi medico-descrittivi (con richiami a Carl Schmitt) all’angoscia delle sue immagini da delirio onirico. Al termine, il lettore comprende che si tratta dell’ennesima (e mai superflua) denuncia del massacro di Genova 2001.
Annalisa Trapani e Laura Nomisake decidono, invece, di narrare la rabbia accumulata nella frustrazione quotidiana dei “lavoretti” schiavizzanti, delle pressioni sociali subite da una generazione che la crisi ha congelato in un perenne ritardo sulle aspettative esistenziali.
Giusy Noce e Vincenzo Filosa, si concentrano sull’esperienza di immersione quotidiana nella follia che è la frequentazione dei mezzi pubblici, il tran-tran quotidiano, la “via del ritorno a casa” che per il filosofo Gilles Deleuze era uno dei momenti kafkiani in cui la macchina sociale si faceva sentire nella sua oppressione micidiale.
Sonno, usa un antico accorgimento narrativo (l’attore che si presenta, monologante, sul palco) per aprire il sipario su un percorso interiore fatto di ricordi, riflessioni, gag improvvise, riflessioni amare, in uno zibaldone di pensieri e immagini attorno al tema della raccolta.
Vari
Così passi dalla parte del torto
Zerocalcare (Michele Rech) (script) / Zerocalcare (Michele Rech) (art)
Così passi dalla parte del torto
Zerocalcare (Michele Rech) (script) / Zerocalcare (Michele Rech) (art)
Zerocalcare (che in realtà affronta da tempo il tema della rabbia, sia individuale che sociale, pressoché in ogni sua storia) esemplifica in Così passi dalla parte del torto l’esperienza comune della gestione della collera, in una città come Roma in cui fin da ragazzi la capacità di reazione aggressiva (dialettica e fisica) equivale al libretto di circolazione.
Tso e Primosig incorniciano in un racconto di poeti provenzali erranti la descrizione di giornate tipo nell’ambito dell’organizzazione del Crack! (e le riflessioni che queste ispirano).
Hurricane Ivan mette a nudo ne L’attesa (con uno stile grottesco chiaramente ispirato all’underground storico) la diffusa condizione sociale di perenne paralisi, e la macelleria sociale a cui sono sottoposti i ragazzi che si approcciano al mondo del lavoro.



